1Q84 di Haruki Murakami

Vale December 5, 2025 at 10:00 PM · 2 min read
All blogs

日本語: not yet translated by the author · Translate

Una volta lanciata questa "sfida" mi sembra opportuno che sia io la prima a iniziare.

Allora parto con un autore che ha segnato l'inizio della mia lettura prevalentemente asiatica, ovvero Murakami Haruki, autore che leggo particolarmente con piacere, proprio per il suo modo di raccontare spesso onirico.

Ma veniamo al dunque, ho appena terminato questa lettura abbastanza impegnativa, si tratta di un'uscita non proprio recente anzi, il libro in questione è 1Q84.

Ora per chi non lo sapesse è composto da ben tre libri, troviamo all'incirca più di settecento pagine per

1Q84 - Libro 1 e 2: Aprile - Settembre (unico volume) e circa quattrocento pagine per

1Q84 - Libro 3: Ottobre – Dicembre.

Insomma, come qualcuno sostiene é davvero una gran bella "mattonata". 😆

Impossibile quindi recensire tutto questo materiale, ci sono troppi punti che devono essere ben compresi, che a volte ti confondono, e che allo stesso modo sono necessari per completare il tutto.

Ora va da sé che quest'opera come nella tradizione di Murakami, sta a metà tra il sogno e realtà, è una storia controversa, abbastanza surreale eppure così vivida, a tratti travolgente.

Un passo in particolare recita così "Nel cielo splendevano due lune.

Una piccola e una grande. Erano sospese in aria, l’una accanto all’altra.

Quella grande era la solita luna di sempre. Quasi piena, gialla.

Ma accanto ce n’era un’altra, diversa, con una forma inconsueta"...

Ammetto che tuttora non riesco a classificarne il genere, per quanto mi riguarda potrebbe anche essere un thriller fantascientifico.

In ogni caso lo consiglio ai più coraggiosi, che non temono la quantità di pagine e che magari cercano qualcosa che li tenga sufficientemente impegnati nelle notti insonni.

In fondo qua troviamo di tutto un protagonista , due donne, legami familiari, un investigatore e storie che si intrecciano.

Ma vi avverto, dovrete avere una buona memoria per non perdervi nella storia stessa, considerati i molti personaggi e le loro particolari vicende. Buona lettura 🙂

Ho letto molte cose di Murakami. Ma non questo . Tempo di leggere il primo libro di 1Q84 e tra 3/4 giorni commento qui con le mie impressioni
  • Like
  • Reply
  • 1
Alain Idem, ma mi adatto soprattutto se sono fuori casa
  • Like
  • Reply
  • 1
Aomame che conosce la Sifonietta di Janáček , Ma dai !? Però diventa possibile quando scopri che è un’appassionata di storia, plausibilmente per una reazione alla sua mancanza di radici, per cui si aggrappa ad un passato non suo. Forse il segreto della scrittura di Murakami, su cui lui stesso si interroga continuamente, anche in questo romanzo, è un po’ questo: rendere credibile anche l’improbabile e l’inusuale. Non vorrei essere denunciato per questo. Però il nostro Haruki si comporta a volte come un guardone della psiche e questo per chi si fa sempre domande sui pensieri e sul sentire profondo del prossimo è molto interessante.

Poi intriganti sottigliezze. Come nella scelta del nome Aomame. Il prefisso ao per chi non lo sapesse ha alcune caratteristiche storiche e culturali interessanti e credo ci sia molto di più di “piselli verdi”. Penso alla giovinezza. Ma anche e soprattutto all’ambivalenza del termine ao come blu/verde. Aomame una giovane che ha due aspetti molto diversi tra di loro che convivono nella stessa persona ? Non dirmelo lo scopriremo
  • Like
  • Reply
  • 1
Sto leggendo . Molto interessante. Ma credo che il bello debba ancora venire.

Anch'io nel mio minuscolo , mi sono interrogato su quale linea stilistica sia meglio tenenere per coinvolgere il lettore per rendere un romanzo più godibile. Una cosa che apprezzo molto di Murakami è il fatto che non si dilunga in convolute descrizioni. Ma si limita a acquerellare le scene, che poi la mente del lettore finisce di dettagliare con gli elementi del suo vissuto, una casetta, una barchetta roba così . Mentre sullo sfondo c'era solo un po' di azzurro ed un sole pure disegnato male. Unica presenza umana Kafka in difficoltà senza salvaggente.

Ti sarai forse chiesta, come fa a rievocarmi quell'emozione, quella sensazione, come fa Murakami a conoscere quell'aspetto della realtà e mio personale, perchè risulta alieno eppure familiare!?

La risposta è:non l'ha fatto tutte quelle cose ce le hai messe tu. Compresa la manifattura di biscotti sulla piaggia . Fosse stato per lui non ci sarebbero stati nemmeno i pesci

Lui ti ha dato sapientemente solo delle indicazioni di massima, sa per esperienza e sensibilità, che avresti trovato il modo di usarle.

Insomma Murakami è un pigro che scrive a quattro mani con il lettore. Te credo sta sempre in piscina o a correre, ovvio che non abbia tanto tempo per scrivere . Naturalmente sto scherzando
  • Like
  • Reply
  • 1
Adesso non vorrei raccontare tutto il romanzo a pezzetti. Però quello della violenza sulle donne è un problema che sento molto. Mi raccontava tempo fa la mia ex giapponese che qualche anno prima era ancora socialmente tollerato, anche se non considerato "normale", che il marito tornato a casa la sera rovesciasse la tavola con le pietanze addosso alla moglie, se non trovava la cena di suo gradimento.

Anche lo stesso padre di questa ragazza, che ho conosciuto, e che mi era parso un signore estremamente tranquillo e gradevole, purtroppo, in realtà, era solito picchiare la madre di HIsayo; quello era stato anche il motivo principale del divorzio. Delle violenze domestiche mi è stato detto solo dopo averlo incontrato, per farmi capire che razza di persona fosse. Insospettabile!

Per una figlia deve essere molto complesso gestire tutti quei sentimenti contrastanti ed all'epoca mi sono meravigliato non poco che, nonostante tutto, me l'abbia voluto far incontrare e lo volesse ancora nella sua vita.

Credo ci sia ancora molto maschilismo in Giappone, anche al giorno d'oggi. Così come in molti altri paesi, incluso il nostro
  • Like
  • Reply
  • 1
Alain Ah quindi la lettura prosegue bene sono contenta, è molto interessante vedere tutte le considerazioni che ne derivano, questa credo sia la parte più significativa del leggere un libro, in qualche modo ti "costringe " alla riflessione, non c'è dubbio è proprio un esercizio niente male. Ah la faccenda del maschilismo credo sia fin troppo complessa da trattare... e nel nostro paese si è fin troppo presente, qua si tratta di cambiare intere generazioni ma credo sia un processo culturale molto lento e difficoltoso proprio per la sua radice, e gli altri paesi be probabilmente anche loro non se la cavano tanto egregiamente
  • Like
  • Reply
  • 1
Sto continuando a leggere. Ho quasi finito il primo libro e presto metto una breve riflessione. Sono molto lento e non è nemmeno del tutto vero che non ho tempo, in realtà sono semplicemente pigro e perdo tantissime ore in cose inutili . Comunque la storia è bellissima
  • Like
  • Reply
  • 0