Kitchen di Banana Yoshimoto

Vale January 17, 2026 at 7:44 PM · 4 min read
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Ciao gruppo, mi sono resa conto che esistono dei libri “accompagnatori” concedetemi questo termine. Quei libri che porti con te quando hai dei brevi momenti di attesa e tra una cosa e l'altra ne approfitti per darne una scorsa, o che leggi con non troppo smisurato impegno. O come nel mio caso, quando proprio non riesci a prendere sonno.

Banana Yoshimoto, per me rientra in questa categoria, è il mio soffice cuscino, sembra perfetta quando ho bisogno di una pausa leggera e distensiva.

Eppure, quando finisco un suo libro ho come la sensazione di non essermi persa molto... non fraintendetemi, scrive bene e le storie sono trattate con la giusta attenzione.

Praticamente ho letto quasi tutto di questa autrice, tuttavia il “nostro” rapporto resta complicato...(qualcuno direbbe di amore e odio), e invece una volta finito, credendo di non avere la ben che minima intenzione di leggerne altri, mi ritrovo pronta per il successivo. Strano, molto strano...

Sto iniziando a pensare che per me sia soprattutto una questione sentimentale, di affetto.

Questo è stato il primo libro di un' autrice asiatica che abbia mai letto, e posso affermare sinceramente che ha rappresentato l'inizio di tutto. Ha contribuito senza sforzi a nutrire il mio smisurato amore e la mia continua curiosità verso tutti gli autori asiatici in generale.

Siamo nel 1991 e Banana Yoshimoto ha ottenuto un notevole riconoscimento in occidente proprio grazie a Kitchen.

“Non c’è posto al mondo che io ami di più della cucina.

Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina,

un posto dove si fa da mangiare, io sto bene”.

Kitchen è un libro piccolo, un romanzo breve, composto da tre storie dove i protagonisti malgrado abbiano subito lutti devastanti, passo dopo passo cercano in qualche modo di ricostruirsi e andare avanti. Sono storie abbastanza diverse ma con lo stesso tema centrale affrontato in maniera molto personale.

Come sempre l'autrice ha trattato amorevolmente le vicende dei personaggi, e io sin da subito ammetto di aver profondamente empatizzato con la protagonista principale della prima storia, Mikage.

Una ragazza molto sensibile, misteriosa dall'animo sicuramente molto solitario, e che trova nella cucina il suo spazio vitale.

Per lei è un posto del cuore, accogliente dove tutto prende forma e dove costruirà legami molto importanti.

In questo contesto la Yoshimoto tratterà anche l'annosa questione dell'identità di genere senza alcun pregiudizio ma con la sua consueta delicatezza.

E ancora, si rende noto il tema complicato del legame di famiglia che non è solo quello di sangue, ma che malgrado tutto può nascere e concretizzarsi da sentimenti quasi scontati come la gentilezza e gli interessi che accomunano i protagonisti.

Ma in uno di questi racconti si dipanano situazioni più particolari, tanto che ho avuto quasi la sensazione di leggere un manga... non che mi dispiaccia badate bene, ma ho preferito proprio la prima storia per il carattere forse più realistico e più incline alle mie corde.

In generale l'intero romanzo con la giusta dose di tristezza e con una non tanto velata malinconia, segue uno stile scorrevole, ricco di significato che si colloca bene in ambito introspettivo.

L'intera atmosfera del libro a tratti conduce in un mondo passato, rarefatto, dimenticato dell'infanzia nella sua ambivalenza, quando una bella gita al mare con i genitori era fonte di gioia, nella sua pienezza come forma autentica di genuina felicità, ma allo stesso modo lo strazio e la separazione da una persona cara, rappresentava una tragedia incomprensibile.

Emozioni talmente forti che tutti in qualche modo, in forme diverse abbiamo provato, o che proveremo nel corso della nostra vita.

Kitchen non è solo una storia di solitudine giovanile ma tanto altro.

“Non avevo al mondo nessuno del mio sangue, potevo andare in qualunque posto fare qualunque cosa. Provai un senso di vertigine".

Diventare adulti è complicato, perdi qualcosa e forse ritrovi altro.

Eppure il messaggio è il medesimo per tutte le storie e i loro protagonisti.

Possono esserci battute di arresto molto pesanti nel corso della nostra vita, ma dobbiamo trovare il modo di vivere lo stesso, cercando un qualche appiglio, esponendoci e dimostrando segni di apertura anche verso l'altro qualora fosse necessario, essere fiduciosi, e accogliere nuove possibilità. Dobbiamo volerlo con tutte le nostre forze e non sperare che la risalita avvenga indipendentemente dalla nostra volontà. Superare è un fatto personale e richiede tanto coraggio. 😊

Kimono_Club_Italia, Annac and Alain like this.
Ho bisogno di leggere tutto quello che hai scritto con più attenzione e pensarci su. Non mi piace l'idea di commentare sbrigativamente con la prima cosa che mi passa per la mente e non lo trovo nemmeno giusto nei tuoi confronti. Visto che hai voluto farci questo ennesimo regalo e condividere così tanti pensieri ed in definitiva anche una parte del tuo mondo interiore
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Alain Per i commenti non esiste alcuna fretta, anzi è lecito rifletterci su, e magari anche dopo aver letto il libro o anche no, si è sempre liberi di esprimere un pensiero a riguardo, così in totale tranquillità
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Uh che bello questo libro! Lo avevo letto anche io! E piace tanto anche a me la cucina come luogo e forse è il mio preferito della casa.
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Kimono_Club_Italia Idem, credo sia anche il mio luogo preferito
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