La cartoleria Tsubaki di Ito Ogawa

Vale May 21, 2026 at 2:54 PM · 2 min read
All blogs

Ciao gruppo, torniamo in Giappone 😊

Dopo una serie di libri a tema biblioteche e librerie varie, devo dire molto presente negli ultimi tempi,(lo avete notato anche voi?) ho pensato bene di iniziarne uno a tema.

Ammetto che “La cartoleria Tsubaki” di Ito Ogawa mi ha subito ispirato qualcosa di leggero e al contempo godibile, avrei scommesso di terminarlo in un tempo assai breve, viste anche le piccole dimensioni, e invece come sempre quando voglio prolungare qualcosa che seguo con notevole interesse, ne ho volutamente centellinato la lettura.

Questa è una storia dove le parole devono trovare il loro posto, dove l'educazione dei sentimenti tradotta su carta scelta con cura, diventa un dono prezioso, perché è così che lavora un calligrafo professionale, scrive seguendo criteri ben precisi donando valore alle parole che compone.

Non è solo un lavoro di scrittura ma si tratta di pura empatia. Una storia per certi versi lontana dalla modernità da strumenti e programmi di scrittura digitale, è la storia di Poppo-chan (Hatoko) una giovane donna che vive in una piccola cittadina del Giappone e che riceve in eredità dalla nonna la cartoleria nella quale è cresciuta.

Dopo la sua ribellione giovanile, una volta diventata adulta, tornerà dove tutto era stato interrotto, svolgendo, tra le altre cose, anche la professione di calligrafo pubblico.

Tra incontri particolari e compiti delicati assegnatole, vivrà un viaggio impagabile nella scrittura, quella più vera, delicata a volte struggente, ma che rispecchia il sentito più autentico talvolta incomunicabile a voce.

Qualcuno ha definito questo libro fin troppo lento, eppure a me è sembrato fragile, delicato a tratti introspettivo. Nella sua “leggera” complessità, l'autrice, molto legata alle sue origini, non trascura anche gli aspetti del Giappone più tradizionale con le sue festività e i rispettivi rituali.

Lo stile di Ito Ogawa sembra sempre effimero e coinvolgente al tempo stesso, e questo libro in particolare sarà gradito a chi ha una predilezione per la scrittura classica, fatta ancora a mano che segue linee e regole ben precise, e che tramite la sua stessa essenza si rende partecipe placidamente della vita altrui.

"Tuttavia, a ben riflettere, mi rendevo conto di non aver ancora trovato un mio personale stile di scrittura. In altre parole non avevo ancora incontrato il mio "sé calligrafo", ovvero l'equivalente del sangue che mi scorre nelle vene, ciò che può rendere unico il mio io e da cui sgorghi a prima vista l'essenza del mio Dna. Mia nonna , invece, ci era riuscita appieno. E non potevo staccare dal muro di cucina il motto che aveva di suo pugno perché quei caratteri scritti erano vivi ed erano parte di lei. La sua scrittura conservava il soffio della sua vita". ... " E ora ... continuava a vivere nelle sue opere di calligrafia, dimora eterna della sua anima. Era questa l'essenza della scrittura"

Si, oltre la storia ammetto che avrei voluto profondamente incontrare la nonna di Hatoko (Poppochan)

lino961, Massimo2, Annac and Alain like this.
La tua scrittura piena di grazia ed equilibrio è per me come la kryptonite per Superman
  • Like
  • Reply
  • 1
  • Like
  • Reply
  • 0