La voce delle onde di Yukio Mishima

Vale February 18, 2026 at 3:49 PM · 3 min read
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Ciao gruppo 🙂 ormai per me è un dato di fatto, esistono libri che hanno il potere di trasportarci altrove, non solo in un altro luogo, ma in un altro stato d'animo.

"La voce delle onde” di Yukio Mishima, credo sia senza esagerare un capolavoro di purezza.

Pubblicato nel 1954, questo romanzo breve è una storia d'amore semplice e senza tempo, ambientata in un idilliaco villaggio di pescatori.

"La felicità è un dono che il mare concede a chi ha il coraggio di affrontarlo con cuore puro."

Con uno stile lirico e delicato, Mishima ci immerge letteralmente in un mondo dove il mare sussurra segreti eterni e regola la vita dei suoi abitanti. In questo contesto la stessa natura è molto viva, ha una sua essenza guarda e modella il destino di tutti gli isolani senza eccezioni.

Questa storia narra delle vicende di Shinji, un giovane pescatore umile e sincero, e Hatsue, la figlia di un ricco armatore.

Il loro è un amore che nasce dal silenzio e dagli sguardi, un sentimento puro, giovane che deve affrontare le prove della gelosia e delle convenzioni sociali del villaggio.

La scrittura in questo volume è sorprendentemente limpida, e questa cosa mi ha piacevolmente accompagnata per tutta la lettura, e se in altri lavori l'autore scava negli abissi dell'animo umano, qui sceglie dichiaratamente la via della chiarezza.

Ogni parola sembra levigata dal mare, descrivendo tutto con precisione chirurgica e delicatezza poetica, cosa che onestamente ho apprezzato molto.

Mishima, con grande maestria ritrae un microcosmo rurale dove il mare non è solo semplice scenario, ma specchio dell'anima umana: fluido, potente, eterno.

Diversamente dalle sue opere più intense e tragiche, qui domina una dolcezza rassicurante, che invita a riflettere sulla bellezza dell'esistenza quotidiana.

Lo stile di Mishima è elegante come sempre, ma qua è pieno di descrizioni talmente vivide delle onde, dei profumi salmastri e dei rituali isolani da creare quasi un'atmosfera ipnotica. Ogni pagina è un dipinto sensoriale, con un linguaggio raffinato ma accessibile a chiunque. È una prosa che culla il lettore, evocando armonia cosmica e un senso di pace interiore. Almeno per me è stato così.

Vale la pena immergersi in questo libro? La mia risposta è affermativa, proprio per la sua capacità di offrire una pausa da tutto. In fondo si tratta di un inno all'amore puro, alla perseveranza e soprattutto alla connessione con la natura.

Ideale per chi non ha troppo tempo da dedicare alla lettura (all'incirca 200 pagine), ve lo anticipo scorre molto veloce, e aggiungo che è un ottimo ingresso nel mondo di Mishima senza i suoi toni spesso controversi, che chi ha avuto modo di conoscerlo ha ben visto.

Leggere "La Voce delle Onde" equivale a regalarsi emozioni delicate e un ricordo indelebile del Giappone autentico e tanto caro all'autore.

“Lui, che era nato e cresciuto in quell'isola e l'amava più di ogni altro luogo al mondo, eccolo ora ansioso di lasciarla. Era stato il suo desiderio di lasciare l'isola che l'aveva indotto ad accettare l'offerta di un posto sull'Utajima-maru.

Quando l'isola fu fuori vista, l'animo del ragazzo si fece tranquillo. Come non era mai accaduto durante le sue quotidiane uscite a pesca, si sentiva ora libero dal pensiero di dover tornare a sera all'isola”.

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