Le origini del male di Jeong You-jeong

Vale August 12, 2026 at 2:00 PM · 3 min read
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Ciao gruppo, come sempre verso il periodo estivo cerco di leggere generi diversi, questa volta le mie notti insonni sono state accompagnate da un libro coreano intitolato “Le origini del male” di You-jeong-Jeong, scrittrice sudcoreana davvero molto interessante, ormai considerata in patria la regina del giallo.

Siamo di fronte ad un thriller-noir psicologico, già dal principio saprete molto più di quanto forse avreste voluto, e probabilmente penserete di interromperne la lettura eppure... non fatevi ingannare dall'incipit ma fidatevi e non rinunciate.

Questo libro rappresenta un tortuoso viaggio nella psiche del protagonista principale che a causa di una patologia e delle sue conseguenze tra attacchi di emicrania e crisi varie, dovrà combattere con l'incertezza e la paura del suo agire, arrivando persino a dubitare degli altri e ancor prima di se stesso.

" L'oblio è la menzogna definitiva, la falsità per eccellenza. La notte scorsa ho commesso un'azione con cui non riesco a scendere a patti. Come soluzione, il mio cervello ha optato per l'oblio, così ho trascorso un'intera giornata a lottare con frammenti di immagini e suoni sospesi nella coscienza"

La vita sembra scorrere apparentemente tranquilla, ci troviamo in Corea del Sud a Gundo, nella moderna periferia di Seoul. E proprio in questo contesto il giovane Yu-jin vive con la madre e il “perfetto” fratello adottivo Hae-jin in uno splendido appartamento. L'assenza del padre e del fratello naturale collegata al suo attuale stato di salute sarà presto rivelata, mentre la zia ricoprirà un ruolo importante in quando psichiatra, perché occupata da tempo nella terapia del giovane nipote.

Tutto avverrà in una notte che sembra non aver mai fine, ma che sarà necessario nascondere per il maggior tempo possibile perché saranno ancora troppi i misteri da chiarire.

Proprio per questa ragione si assiste ad un susseguirsi di eventi e comportamenti ambigui, nessuno viene risparmiato, non esiste salvezza di alcun genere, in entrambi i casi per chi agisce e per chi subisce il finale sembra il medesimo.

Dal punto di vista psicologico potremmo addirittura finire per “solidalizzare” fin troppo con Yu-jin, e con la sua condizione certamente non alleggerita da complicati rapporti familiari. Nonostante questo sentimento appaia del tutto fuori luogo, sembrerebbe più che lecito tentare di capire per quanto possibile ciò che spinge Yu-jin a compiere determinate azioni, ragion per cui qualche lettore potrebbe giustamente condannarlo a priori e qualche altro potrebbe tentare di immedesimarsi nel suo sentire seppur non giustificandolo in maniera totale.

L'origine del male non lascia indifferenti, si presenta con un clima oscuro, oppressivo e crudele. Dunque è facile procedere leggendo tentennanti tra colpa e ragione, sempre in un contesto talmente carico di tensione da indurre a voler scoprire il più velocemente possibile tutti i punti cruciali della trama, che via via si dipanano uno dopo l'altro.

Siamo di fronte ad un racconto che si sviluppa tra presente e futuro ma con un occhio di riguardo sempre rivolto al passato, proprio per spiegarci come tutto questo male abbia avuto inizio.

Del resto è una storia che si svela poco alla volta ma che per l'intero percorso porta con se strascichi di pensieri e sospetti che non trovano facile oblio. Questo è un libro carico di tensione emotiva quasi angosciante, dove l'aspetto psicopatologico emerge in tutta la sua forza. E non esiste scampo si fanno i conti con traumi e condizioni che possono talvolta far compiere gesti efferati, tra attacchi di rabbia e vuoti di memoria.

E anche se la storia sembra già scritta il suo divenire non si riduce al solo finale.

Tutto il percorso psichico del protagonista ci indurrà ancor di più a voler indagare a fondo su questo vissuto complicato, che ogni volta sembra trascinarlo agli inferi e che pesa come un macigno sulla sua vita e su quella di chi inevitabilmente gli sta attorno.

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