Mondo Japan
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  • Creato: 22 Lug, 2026
  • Ciao a tutti, questo gruppo nasce per dare spazio e voce a chi vuole condividere pareri e sensazioni su tutto quello che concerne l'intrattenimento asiatico-orientale in generale, quindi non solo giapponese, rivolto a chi conosce il settore o a chi intende muovere i primi passi, e ha bisogno di suggerimenti e spunti per iniziare. Si parlerà di film, drama, cortometraggi e qualsiasi cosa riteniate interessante per l'approfondimento e la crescita di questo gruppo. Verranno inoltre trattati lavori e proposte anche di nicchia e poco conosciute, al fine di ampliare la visione e l'opportunità per chiunque di approfondire il panorama asiatico nella completa totalità. Quindi se potete e avete voglia di partecipare come sempre sarete i benvenuti, sentitevi liberi di proporre, suggerire e criticare quello che finora avete visto o che ancora vorreste vedere, tutto come sempre nella massima condivisione e nel rispetto reciproco per un dialogo costruttivo.
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1 ora fa

Oggi vorrei aprire questo piccolo spazio dedicato ai drama e al cinema asiatico in generale, con l'intento di scambiarci opinioni, emozioni, punti di vista personali e impressioni su girati, film, cortometraggi e tanto altro ancora, che per qualche ragione possa aver suscitato in voi un qualunque tipo di sentimento.
Perciò sentitevi liberi di proporre ogni tipo di intrattenimento anche datato, di nicchia o attuale non importa, immaginatelo come una sorta di contenitore per trarre spunti e suggerimenti anche per chi per la prima volta vuole approcciarsi a questo mondo, molto diverso da quello che generalmente è abituato a vedere, e che dunque necessita di una “spintarella” per poter iniziare.
Bene a questo punto parto per prima con un drama giapponese (J-drama), descritto come genere televisivo romantico, dal titolo “Silent” del 2002, per la regia di Hiroki Kazama.
Premetto che si tratta di un drama che avevo da tempo nella mia lista e che per questioni puramente didattiche, dato il tema ha trovato spazio solo recentemente.
Piccolo preambolo per capirci qualcosa (mi sembra doveroso).
Nella vita mi occupo anche di insegnamento e progetti didattici, e quindi mi piacerebbe portare in auge il modello dei drama in contesto educativo.
Nonostante ci sia una certa attenzione di massa al fenomeno (rivolto in prevalenza ai drama coreani i K-drama), tuttora sembra essere un progetto molto ambizioso, ancora troppo fuori dalla visione classica dei metodi rivolti in special modo ai concetti dell'educazione emotiva, trattati nella scuola odierna. Evidentemente non siamo ancora pronti alle pedagogia teatrale nel suo senso specifico vero e proprio.
Ma torniamo al contenuto. Dunque, questo drama giapponese si presenta come la storia di due liceali che dal comune interesse per la musica, costruiscono poco alla volta un rapporto speciale, tutto sembra idilliaco finché il giovane So Sakura impersonato da uno straordinario (Meguro Ren), si vedrà costretto a interrompere qualsiasi contatto con Tsumugi Aoba (Kawaguchi Haruna) sua compagna di classe.
La causa di questo addio sarà presto svelata, i due prenderanno strade diverse come a volte la vita impone, anche se in questo caso la vita stessa sembra adattarsi alla scelta del protagonista maschile.
Ma evidentemente niente era definitivamente risolto, e ancora una volta il destino scevro da decisioni personali cambierà tutto.
Silent è una storia che prosegue lentamente, a piccoli passi ma sempre con estrema delicatezza dove tutto, ogni azione seppur priva a volte di dialoghi regala momenti toccanti, espressioni delicate non dette ma chiare ad ogni piccolo sguardo.
Qua non vedrete dimostrazioni eclatanti, gesti plateali perché vengono percepiti sentimenti benevoli, sono subito palpabili l'affetto e l'amore tra i vari personaggi, tutti impersonati da attori di grande spessore, come non citare anche una bravissima Kaho (Nana Momono), anche lei splendida nella sua interpretazione.
Dunque si tratta di un drama molto introspettivo, profondo che affronta le paure e i problemi di chi ha una disabilità, non trascurando le difficoltà di chi seppur non in prima persona si trova costretto a viverle, talvolta impotente cercando per quanto possibile di comprendere la nuova situazione al fine di poter offrire una qualche forma di conforto.
Tutto culminerà in una scena che racchiude il senso della storia, tra i due prenderà forma un dialogo- non dialogo che li riporterà indietro,da quel momento in poi quel che accadrà sarà la giusta risposta a tutto il loro vissuto e al futuro che li attende.
Questo drama potrebbe suscitare emozioni forti, sono certa che i più sensibili saranno toccati profondamente su vari punti, ma sentiranno prima di tutto il peso dello stravolgimento della vita del protagonista e della sua faticosa risalita.



“Non ricordo la tua voce né posso più sentirla, ma sono contento di poter vedere le tue parole”.

Alain .
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Alain .
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