About
  • City:
  • Created: 22 Jul, 2026
  • Ciao a tutti, questo gruppo nasce per dare spazio e voce a chi vuole condividere pareri e sensazioni su tutto quello che concerne l'intrattenimento asiatico-orientale in generale, quindi non solo giapponese, rivolto a chi conosce il settore o a chi intende muovere i primi passi, e ha bisogno di suggerimenti e spunti per iniziare. Si parlerà di film, drama, cortometraggi e qualsiasi cosa riteniate interessante per l'approfondimento e la crescita di questo gruppo. Verranno inoltre trattati lavori e proposte anche di nicchia e poco conosciute, al fine di ampliare la visione e l'opportunità per chiunque di approfondire il panorama asiatico nella completa totalità. Quindi se potete e avete voglia di partecipare come sempre sarete i benvenuti, sentitevi liberi di proporre, suggerire e criticare quello che finora avete visto o che ancora vorreste vedere, tutto come sempre nella massima condivisione e nel rispetto reciproco per un dialogo costruttivo.
  • Cinema giapponese, Drama giapponesi
Vale has uploaded a new photo
6 days ago

Ciao gruppo, oggi vorrei parlarvi dell'ultima opera cinematografica del Maestro Yausujiro Ozu intitolata “Il gusto del sakè” che sembra in qualche modo chiudere un cerchio se unita alle precedenti produzioni: Tarda primavera e Tardo autunno, proprio per il tema trattato basato in particolar modo sul rapporto genitori-figli- solitudine.
Questa non è stata un scelta a caso, ho deciso di variare passando da film datati a contemporanei senza una precisa scaletta, ma facendomi ispirare da quello che trovo in rete e che in qualche modo rientra nei miei gusti cinefili.
Premetto che conoscevo già il Maestro, e molti dei suoi lavori mi hanno sempre portata a riflettere sulla sua capacità di saper sviluppare da fatti comuni, quotidiani e sinceramente possibili, racconti di vita vera molto semplici e complessi allo stesso tempo, che danno modo allo spettatore di potersi riconoscere.
Ecco, credo che questa sia esattamente la sua forza.
Anche in questo ultimo lavoro si possono ritrovare spunti di riflessione molto interessanti.
In un drammatico intreccio tra ironia e malinconia si materializza nel protagonista un profondo senso di malessere causato dall'inevitabile allontanamento della figlia, e proprio durante questo percorso il Maestro Ozu ci condurrà per mano nella vicissitudini di un padre che si trova a dover combattere internamente tra il dispiacere del distacco, e l'accettazione della vita che deve comunque scorrere inesorabile.
Ma in questa separazione così personale tanto dolorosa quanto necessaria, si cela qualcosa di ben più profondo.
Il matrimonio combinato della figlia rappresenta prima di tutto una sorta di manifesto dello scioglimento della famiglia di origine, unitamente alla completa disgregazione dei valori tradizionali e culturali, legati ad una società che pare prossima al cambiamento, ormai proiettata verso il materialismo più estremo.
Seppur prevalga come tema principale un sentimento oppressivo e triste della vecchiaia ormai presente nella vita del protagonista, non assisteremo mai a scene troppo drammatiche o pesanti dal punto di vista della sopportazione della stessa, al contrario tutto verrà affrontato con estrema compostezza mista a rassegnazione, dovuta proprio alla presa di coscienza che la vita possa naturalmente dividersi da quella dell'amata figlia Michiko.
Questa consapevolezza sembra anche derivare dalla convinzione che egli stesso non sente di poter far parte di un cambiamento sociale così radicale, dove ormai il consumismo imperante fa da padrone. E dunque tra un pensiero e una battuta amichevole quasi fatica a trovare una sua collocazione esistenziale.
Quella del protagonista resta un'interpretazione tacitamente rassegnata, fatta per la maggior parte di silenzi e piccoli dialoghi, inquadrature ad hoc, che ad ogni piccola sequenza regalano quel qualcosa in più, quelle parole non dette, quei pensieri non del tutto esplicitati, che il regista tiene a restituirci seppur qualche volta impercettibilmente.
Yausujiro Ozu non è per tutti, non vuole compiacere nessuno e in questa sua ultima opera tenta solo di narrare senza riprese eclatanti o azioni di rilievo, quello che è un sentimento prima o poi comune, un processo inevitabile della vita di molti, dove vecchiaia e separazione diventano parte della stessa condizione umana.
Ancora oggi il Maestro Ozu è forse uno dei più rappresentativi esponenti di una regia umanista che mette in primo piano l'uomo nella sua totalità e complessità, proprio come essere vivente al centro di tutto e al massimo della sua pienezza e delle sue non trascurabili fragilità.
Il suo è un cinema nostalgico, semplice e mai banale, che meglio si incasella in una quotidianità vera senza troppi artifici o vissuti irrealizzabili.
Non vi resta allora che partire per immergervi in questa comune quanto veritiera storia del sessantadue, tra matrimoni combinati, chiacchiere da bar, consumismo imperante e tempi ormai prossimi al cambiamento.
Vi troverete di fronte ad una fotografia meravigliosa, ben studiata dal grande Yūharu Atsuta, una recitazione a dir poco perfetta con un cast calato appieno nelle parti e impersonato da

Chishū Ryū (Shuhei Hirayama),
Shima Iwashita (Michiko Hirayama),
Keiji Sada (Koichi),
Mariko Okada (Akiko)
Shin'ichirō Mikami(Kazuo)
Teruo Yoshida (Yutaka Miura)
Nobuo Nakamura (Shūzō Kawai)
e una musica incredibile, celebrativa diretta e composta da uno straordinario Kojun Saito.
Il cinema di Yausujiro Ozu è un cinema reale, tangibile, un'occasione per conoscere la sperimentazione cinematografica di altri tempi.

Ovviamente qualora vi fosse capitato di aver visto qualcuna delle opere, magari oltre quelle sopra citate, mi piacerebbe leggere le vostre impressioni o il vostro punto di vista, così da poter eventualmente accendere un dibattito e scambiarci qualche idea, quindi in caso affermativo fatevi avanti, non siate timidi!

Alain likes this.
Vale has uploaded a new photo
20 days ago

Oggi vorrei aprire questo piccolo spazio dedicato ai drama e al cinema asiatico in generale, con l'intento di scambiarci opinioni, emozioni, punti di vista personali e impressioni su girati, film, cortometraggi e tanto altro ancora, che per qualche ragione possa aver suscitato in voi un qualunque tipo di sentimento.
Perciò sentitevi liberi di proporre ogni tipo di intrattenimento anche datato, di nicchia o attuale non importa, immaginatelo come una sorta di contenitore per trarre spunti e suggerimenti anche per chi per la prima volta vuole approcciarsi a questo mondo, molto diverso da quello che generalmente è abituato a vedere, e che dunque necessita di una “spintarella” per poter iniziare.
Bene a questo punto parto per prima con un drama giapponese (J-drama), descritto come genere televisivo romantico, dal titolo “Silent” del 2002, per la regia di Hiroki Kazama.
Premetto che si tratta di un drama che avevo da tempo nella mia lista e che per questioni puramente didattiche, dato il tema ha trovato spazio solo recentemente.
Piccolo preambolo per capirci qualcosa (mi sembra doveroso).
Nella vita mi occupo anche di insegnamento e progetti didattici, e quindi mi piacerebbe portare in auge il modello dei drama in contesto educativo.
Nonostante ci sia una certa attenzione di massa al fenomeno (rivolto in prevalenza ai drama coreani i K-drama), tuttora sembra essere un progetto molto ambizioso, ancora troppo fuori dalla visione classica dei metodi rivolti in special modo ai concetti dell'educazione emotiva, trattati nella scuola odierna. Evidentemente non siamo ancora pronti alle pedagogia teatrale nel suo senso specifico vero e proprio.
Ma torniamo al contenuto. Dunque, questo drama giapponese si presenta come la storia di due liceali che dal comune interesse per la musica, costruiscono poco alla volta un rapporto speciale, tutto sembra idilliaco finché il giovane So Sakura impersonato da uno straordinario (Meguro Ren), si vedrà costretto a interrompere qualsiasi contatto con Tsumugi Aoba (Kawaguchi Haruna) sua compagna di classe.
La causa di questo addio sarà presto svelata, i due prenderanno strade diverse come a volte la vita impone, anche se in questo caso la vita stessa sembra adattarsi alla scelta del protagonista maschile.
Ma evidentemente niente era definitivamente risolto, e ancora una volta il destino scevro da decisioni personali cambierà tutto.
Silent è una storia che prosegue lentamente, a piccoli passi ma sempre con estrema delicatezza dove tutto, ogni azione seppur priva a volte di dialoghi regala momenti toccanti, espressioni delicate non dette ma chiare ad ogni piccolo sguardo.
Qua non vedrete dimostrazioni eclatanti, gesti plateali perché vengono percepiti sentimenti benevoli, sono subito palpabili l'affetto e l'amore tra i vari personaggi, tutti impersonati da attori di grande spessore, come non citare anche una bravissima Kaho (Nana Momono), anche lei splendida nella sua interpretazione.
Dunque si tratta di un drama molto introspettivo, profondo che affronta le paure e i problemi di chi ha una disabilità, non trascurando le difficoltà di chi seppur non in prima persona si trova costretto a viverle, talvolta impotente cercando per quanto possibile di comprendere la nuova situazione al fine di poter offrire una qualche forma di conforto.
Tutto culminerà in una scena che racchiude il senso della storia, tra i due prenderà forma un dialogo- non dialogo che li riporterà indietro,da quel momento in poi quel che accadrà sarà la giusta risposta a tutto il loro vissuto e al futuro che li attende.
Questo drama potrebbe suscitare emozioni forti, sono certa che i più sensibili saranno toccati profondamente su vari punti, ma sentiranno prima di tutto il peso dello stravolgimento della vita del protagonista e della sua faticosa risalita.



“Non ricordo la tua voce né posso più sentirla, ma sono contento di poter vedere le tue parole”.

lino961, Kenichi, Antonio.n and Alain like this.
grazie per la recensione e per l'invito al gruppo, come é fruibile Silent? dove si trova?
Vale has uploaded a new picture

Alice Kimono, lino961, Antonio.n and Alain like this.
No posts yet