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  • Created: 5 Dec, 2025
  • Ciao a tutti, questo gruppo ha come obbiettivo quello di raccogliere impressioni, suggerimenti e recensioni di vario genere esclusivamente su libri di autori asiatici. Nasce con il proposito di ispirare, esortare alla lettura cercando anche per quanto possibile, di far superare il blocco del lettore. Quindi se vi va, e qualora ne aveste voglia siete tutti invitati a partecipare per condividere le vostre letture, i vostri pensieri. Sentitevi liberi di esprimere pareri a riguardo, proponete, consigliate, indicate. Ringrazio sin da ora chi vorrà partecipare, buone letture a tutti!
Vale has uploaded a new photo
17 days ago

Ciao gruppo Questa volta vi porto in Corea del sud, con un libro che ho finito la settimana scorsa, e che come sempre devo rielaborare... da un po' di tempo a questa parte entro troppo nelle storie con il rischio di “liberarmene” faticosamente dopo qualche tempo.
Non ne sono sicura, ma probabilmente qualcuno capirà...
Il libro incriminato è “L'ora di greco” di Han Kang, scrittrice sud coreana che ammetto di aver conosciuto solo di recente. La sua scrittura non è affatto semplice tutt'altro, si dispiega in un continuo alternarsi di immagini, sensazioni e ricordi, il tutto quasi sempre in un atmosfera rarefatta dove i personaggi, in questo caso i due protagonisti, sembrano vivere lasciando tutto il resto del mondo fuori. Sono due anime complicate, consapevoli e adagiate nella loro condizione, ma che in un modo o nell'altro esistono.
Questa per me è stata una lettura particolare, che ho volutamente procrastinato. In fondo è una storia complessa di dolore e tormenti, ma sempre regolata da un punto in comune, quello che attiene alla speranza.
Nonostante siano presenti traumi psicologici e sofferenze in divenire, l'ora di greco per i due sembra necessaria come l'aria, è un punto di incontro uno spazio privato, seppur non esclusivo all'interno del quale i protagonisti con le rispettive difficoltà ( che scoprirete leggendo), riusciranno (o no?) in qualche modo nel loro intento di vivere normalmente per quanto possibile. E grazie al superamento dell'incomunicabilità, in questo caso proprio tramite questa lingua “morta”(il greco), porranno le basi per stabilire una qualche connessione, oltrepassando il pensiero comune che l'assenza di qualcosa possa in qualche modo indicarne un vuoto esistenziale.



“Si era voltata ed era uscita dal palazzo, camminando sempre più spedita in mezzo agli odori di quella notte d'estate in cui tutto ciò che un tempo era stato vivo marciva”...

Massimo Ciotti, Annac, Merlin and Alain like this.
Le adoro le tue recensioni, denotano una sensibilità davvero fuori dal comune. Non cambiare! quello che perdi in "tormento" lo guadagni in bellezza interiore. Non posso fare a meno di pensare che questo mondo strampalato e spesso feroce, sarebbe molto più vivibile se ci fossero molte più persone come te. Per quanto riguarda L'ora di greco, che leggerò dopo 1Q84 , la vera comunicazione è la cosa più difficile dell'esperienza umana. Spesso si parla senza dirsi nulla, raccontarsi realmente oltre le maschere è un atto di fiducia eversivo ed un po' folle. Mentre qualche volta, con le persone giuste, perfino il silenzio è pieno di "parole" e di comprensione reciproca.

Mi hai fatto venire in mente anche una cosa di cui parlavamo l'altra volta a proposito della gentilezza formale: in alcune società giapponesi si preferisce parlare in inglese nelle riunioni, per evitare i formalismi della lingua giapponese. Questa cosa l'abbiamo sperimentata un po' tutti noi. Parlando un'altra lingua, anche male come nel mio caso , si è un po' qualcun'altro e in qualche caso anche più autentici o comunque diversi e paradossalmente la comunicazione può essere facilita.

E poi... quanti ricordi con il greco, "il brodo nero degli spartani" (una versione) una lingua tanto bella, ma cosa mettessero in quel brodo...
Alain E ma in questo libro il concetto di comunicazione assume un ruolo molto particolare, trattato molto bene e con la dovuta attenzione, sono certa che leggendolo capirai, in ogni caso si la comunicazione è proprio complessa, e dobbiamo impegnarci molto perché avvenga, sembra un fatto molto naturale e non lo è per niente. A volte penso che quella non verbale sia molto più efficace. E se il mondo fosse solo strampalato non ci sarebbero poi così tanti problemi...ma come sempre niente è facile quindi mi tormento si! Ah il famoso brodo nero degli spartani... meglio non ricordarlo
Vale has uploaded a new photo
27 days ago

Una volta lanciata questa "sfida" mi sembra opportuno che sia io la prima a iniziare.
Allora parto con un autore che ha segnato l'inizio della mia lettura prevalentemente asiatica, ovvero Murakami Haruki, autore che leggo particolarmente con piacere, proprio per il suo modo di raccontare spesso onirico.
Ma veniamo al dunque, ho appena terminato questa lettura abbastanza impegnativa, si tratta di un'uscita non proprio recente anzi, il libro in questione è 1Q84.
Ora per chi non lo sapesse è composto da ben tre libri, troviamo all'incirca più di settecento pagine per
1Q84 - Libro 1 e 2: Aprile - Settembre (unico volume) e circa quattrocento pagine per
1Q84 - Libro 3: Ottobre – Dicembre.
Insomma, come qualcuno sostiene é davvero una gran bella "mattonata".
Impossibile quindi recensire tutto questo materiale, ci sono troppi punti che devono essere ben compresi, che a volte ti confondono, e che allo stesso modo sono necessari per completare il tutto.
Ora va da sé che quest'opera come nella tradizione di Murakami, sta a metà tra il sogno e realtà, è una storia controversa, abbastanza surreale eppure così vivida, a tratti travolgente.
Un passo in particolare recita così "Nel cielo splendevano due lune.
Una piccola e una grande. Erano sospese in aria, l’una accanto all’altra.
Quella grande era la solita luna di sempre. Quasi piena, gialla.
Ma accanto ce n’era un’altra, diversa, con una forma inconsueta"...
Ammetto che tuttora non riesco a classificarne il genere, per quanto mi riguarda potrebbe anche essere un thriller fantascientifico.
In ogni caso lo consiglio ai più coraggiosi, che non temono la quantità di pagine e che magari cercano qualcosa che li tenga sufficientemente impegnati nelle notti insonni.
In fondo qua troviamo di tutto un protagonista , due donne, legami familiari, un investigatore e storie che si intrecciano.
Ma vi avverto, dovrete avere una buona memoria per non perdervi nella storia stessa, considerati i molti personaggi e le loro particolari vicende. Buona lettura

Sto leggendo . Molto interessante. Ma credo che il bello debba ancora venire.

Anch'io nel mio minuscolo , mi sono interrogato su quale linea stilistica sia meglio tenenere per coinvolgere il lettore per rendere un romanzo più godibile. Una cosa che apprezzo molto di Murakami è il fatto che non si dilunga in convolute descrizioni. Ma si limita a acquerellare le scene, che poi la mente del lettore finisce di dettagliare con gli elementi del suo vissuto, una casetta, una barchetta roba così . Mentre sullo sfondo c'era solo un po' di azzurro ed un sole pure disegnato male. Unica presenza umana Kafka in difficoltà senza salvaggente.

Ti sarai forse chiesta, come fa a rievocarmi quell'emozione, quella sensazione, come fa Murakami a conoscere quell'aspetto della realtà e mio personale, perchè risulta alieno eppure familiare!?

La risposta è:non l'ha fatto tutte quelle cose ce le hai messe tu. Compresa la manifattura di biscotti sulla piaggia . Fosse stato per lui non ci sarebbero stati nemmeno i pesci

Lui ti ha dato sapientemente solo delle indicazioni di massima, sa per esperienza e sensibilità, che avresti trovato il modo di usarle.

Insomma Murakami è un pigro che scrive a quattro mani con il lettore. Te credo sta sempre in piscina o a correre, ovvio che non abbia tanto tempo per scrivere . Naturalmente sto scherzando
Adesso non vorrei raccontare tutto il romanzo a pezzetti. Però quello della violenza sulle donne è un problema che sento molto. Mi raccontava tempo fa la mia ex giapponese che qualche anno prima era ancora socialmente tollerato, anche se non considerato "normale", che il marito tornato a casa la sera rovesciasse la tavola con le pietanze addosso alla moglie, se non trovava la cena di suo gradimento.

Anche lo stesso padre di questa ragazza, che ho conosciuto, e che mi era parso un signore estremamente tranquillo e gradevole, purtroppo, in realtà, era solito picchiare la madre di HIsayo; quello era stato anche il motivo principale del divorzio. Delle violenze domestiche mi è stato detto solo dopo averlo incontrato, per farmi capire che razza di persona fosse. Insospettabile!

Per una figlia deve essere molto complesso gestire tutti quei sentimenti contrastanti ed all'epoca mi sono meravigliato non poco che, nonostante tutto, me l'abbia voluto far incontrare e lo volesse ancora nella sua vita.

Credo ci sia ancora molto maschilismo in Giappone, anche al giorno d'oggi. Così come in molti altri paesi, incluso il nostro
Alain Ah quindi la lettura prosegue bene sono contenta, è molto interessante vedere tutte le considerazioni che ne derivano, questa credo sia la parte più significativa del leggere un libro, in qualche modo ti "costringe " alla riflessione, non c'è dubbio è proprio un esercizio niente male. Ah la faccenda del maschilismo credo sia fin troppo complessa da trattare... e nel nostro paese si è fin troppo presente, qua si tratta di cambiare intere generazioni ma credo sia un processo culturale molto lento e difficoltoso proprio per la sua radice, e gli altri paesi be probabilmente anche loro non se la cavano tanto egregiamente
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